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1.9.13

but even at your worst day you were never bad as this



Dan continua a battere la mano destra sulla porta, la sinistra sul campanello. La porta rimane chiusa, ma quella immediatamente di fronte si apre e fa emergere il naso dritto di una ragazza sulla trentina, occhi grandi e pelle di nocciola. Sorride stranita, ha i denti bianchi.

- Penso non sia in casa.

Dan tira su col naso, si volta verso di lei vagamente mortificato, o perplesso.

- Deve esserci per forza.
- Deve?
- Scusi, l'ho disturbata.
- Per non disturbarmi basta che smetta di far rumore.
- Lei lo conosce?
- Non so neanche come si chiama.
- Paul Carraway.
- Non conosco Paul Carraway, no. 
- Ma non lo vede mai?
- Lo incrocio ogni tanto sul pianerottolo.
- E ultimamente l'ha incrociato?
- Non lo incrocio così spesso.
- Ma ultimamente?
- No, ultimamente no.
- Shit. 
- Posso dirgli che è passato, se lo vedo.
- Magari, grazie.
- Lei è...
- Dan. Mi scusi-- Dan Cotton, piacere.
- Maise Rogers.
- Piacere.
- Quindi adesso può...
- Sì, sì, certo, scusi ancora. Non è che...
- Cosa?
- Se lo vede, intendo: le lascio il mio contatto, così magari mi manda un messaggio.
- Okay.
- Okay?
- Yeah, sure.
- Grazie.
- Ha qualche problema, il suo amico?
- Qualcuno.



There's a light inside us all
It only shines as bright as we are
And you're falling down so low
And we're worried for you
And we're worried

But even on our worst days
We were never quite like this
We've gone as far as we can go
Without crashing
No

At the heart of every fool
Is the hopeless, stupid tune
And there's this lingering, this ignorant feeling
That I'm just a fool
That I can see something

But even at your worst day
You were never bad as this
You've gone far as you can go
Without dying

Come down off your high horses and let me in
Come down off your high horses and let us in

22.6.13

there's nothing else I'm needin' now


- Ci siamo preoccupati.
- Sto bene.
- Non rispondi da settimane, Paul.
- Ero occupato.
- Sono dovuto venire qui per assicurarmi che fossi vivo.
- Sembri papà.
- Vai all'inferno.
- Ireen come sta?
- Preoccupata, come tutti.
- Non c'è niente di cui preoccuparsi.
- Hai ricominciato a bere?
- ...
- Hai ricominciato a bere. E sento la puzza di fumo a questa distanza.
- Sto bene, Joel.
- Ho bisogno che tu venga con me, Paul, devi tornare in clinica e hai bisogno di qualcuno che ti ci tenga.
- Come potrei non adorare l'idea di spendere un altro mese intero in compagnia di tossici e sesso-dipendenti...
- Parla l'alcolizzato polemico...
- Cinquantenni che si iniettano switch disconosciute dai figli e giovanissime commesse bionde che raccontano in lacrime di quando hanno svuotato la quarta carta di credito perché non riuscivano proprio a dire di no al nuovo paio di stivali TechWear...
- Paul, ascoltami.
- Non faccio altro.
- Smettila di giocare, non puoi permetterlo. Ti sei dimenticato l'anno scorso? Il tuo cuore funziona come quello di un settantenne.
- Gentile.
- Devi sentirtelo dire: se continui così finirai nella tomba prima di papà. Io dovrò spiegare ai miei figli come è morto loro zio, e Ireen dovrà fare lo stesso con Indrani.
- Come sta?
- Indrani?
- Sì.
- Sta bene. Sta bene, compie due anni il mese prossimo. Ireen sperava di vederti per il compleanno.
- Samuel e Yan?
- I loro, di compleanni, li hai già persi.
- Ma ho comprato i regali... ce li ho qui da qualche parte, dovresti prenderli prima di andartene.
- Mi stai cacciando?
- Si sta facendo tardi.
- Non puoi restare qui da solo.
- Ho quarant'anni, Joel, se mi prenderà un colpo tu e tutti gli altri siete esentati dai sensi di colpa, okay?
- Ti faccio i bagagli. Ce l'hai una borsa, qualcosa...
- A meno che tu non voglia metterci dentro anche me e trascinarmi...
- Uno zaino? Una tovaglia in cui avvolgere le tue cose?
- Le tovaglie sono un'invenzione arist--
- Tai ma de, Paul! Zhukou hé gen wo lài!
- Likai wo, Joel.
- Chiama qualcuno, almeno. Fai qualcosa, Paul. Perché non provi a ricontattare Pan? I 'Versalisti della tua generazione passano il tempo nelle cortex news, hanno agganci giusti. Se lo chiami ti troverà qualcosa da fare.
- Ho qualcosa da fare.
- Qualcosa che ti obblighi ad alzarti la mattina e che non ti tiri più in basso di quanto tu non stia già.
- Hai sempre buone parole per me, dà-ge.
- Alcuni insegnano nelle università dell'Alleanza, Paul. Devo ricordarti com'eri conciato qualche mese fa, per il movimento? Forse è ora di iniziare a pretendere qualcosa indietro.
- Tra poco saranno dieci anni dall'inizio del movimento.
- Appunto.
- Non posso tornare nel movimento.
- Perché?
- Perché sono tutti più intelligenti di me.
- Paul, wèishéme?
- Dimmelo tu perché, Joel. Abbiamo vinto la guerra e abbiamo perso il rim. Il rim... diciamo così. Diciamo che non ho voglia di farmi ammazzare di botte in un pianeta periferico del cazzo perché mi sono fermato a fumare una sigaretta. I'm done with that shit. Ho quarant'anni, a un certo punto uno capisce dove non ha più posto.
- Ma non dovresti stare solo.
- Solo sto benissimo.
- Hai più sentito Amy?
- Bù.
- Ni yào sha si zìji.
- Se anche fosse, rimane una mia scelta.

Joel fa un passo indietro e china il capo. Inspira a fondo. Si sistema il bel cappotto nero ed esce dall'appartamento. Richiude la porta alle spalle. Paul si spinge in avanti sul vecchio divano sfondato e seleziona, tra le tante vuote, una bottiglia di whisky con ancora qualcosa da dare.


1.5.13

Lightstream


Si tratta di una installazione olografica a 360 gradi con colori estremamente vivaci e un'immagine in tre dimensioni dall'aspetto molto morbido, creato grazie a dei proiettori di ultima generazione che adottano una tecnologia all'avanguardia in campo holo-artistico.

Lo "spettacolo olografico" (che può essere visto con o senza luce, ma che è nettamente più suggestivo al buio) inizia con la proiezione di una singola stringa di luce bianca di circa trenta centimetri, tesa. La stringa inizia puoi a muoversi e piegarsi in modi e direzioni ogni volta differenti, e lungo di essa si arrampicano altre stringhe. Arrivati a cinque stringhe, queste iniziano a prendere colori diversi e sfumati, posizioni morbide, movimenti sinuosi. Ed è proprio in quei movimenti sinuosi che si sviluppa il movimento e l'immagine, che si articola in sempre più stringhe di colore e consistenza diversa (alcune più sottili, altre più fumose) che si attorcigliano l'una all'altra e su loro stesse. L'immagine continua ad articolarsi fino ad un tripudio di colori, dopo il quale si spegne piuttosto rapidamente. Per arrivare dall'inizio dello spettacolo al suo clou ci vogliono circa trenta minuti, mentre ne servono solo due perché, dal suo massimo, arrivi a spegnersi del tutto. Ogni spettacolo è, per sviluppo e colori, differente dal precedente.

Lo spettacolo può essere muto o, a scelta dello spettatore, accompagnato da musica acustica (il sistema ha una cinquantina di brani diversi).

Esempi di sviluppo:






Alcuni dei brani musicali di accompagnamento:








31.3.13

and who by fire...

Leonard Cohen - Who By Fire

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And who by fire, who by water,
Who in the sunshine, who in the night time,
Who by high ordeal, who by common trial,
Who in your merry merry month of may,
Who by very slow decay,
And who shall I say is calling?

And who in her lonely slip, who by barbiturate,
Who in these realms of love, who by something blunt,
And who by avalanche, who by powder,
Who for his greed, who for his hunger,
And who shall I say is calling?

And who by brave assent, who by accident,
Who in solitude, who in this mirror,
Who by his lady's command, who by his own hand,
Who in mortal chains, who in power,
And who shall I say is calling?